VUOTO SETTE


videoinstallazioni e performance su Violenza & Libertà


Vuoto Sette è un percorso esperienziale tra

installazioni video di grande intensità emotiva.

Il tema viene proposto agli spettatori attraverso

immagini e suoni con lo scopo di suscitare una

reazione. Lavori provocatori che si basano sulla

trasformazione di oggetti comuni e, grazie all’uso di

tecnologie video e digitali, diventano spazi sospesi

dove la tematica si impone a chi guarda in modo

inusuale e potente.


Due volte al giorno le videoinstallazioni si trasformano

in scenografia di performance con letture a tema e

improvvisazioni musicali che amplificano e potenziano

il flusso poetico della manifestazione.


Vuoto Sette intende favorire la sensibilizzazione sulle

principali forme di violenza della nostra società.

Ogni videoinstallazione ha un tema specifico:

violenza fisica e psicologica (stalking), violenza

dei media sulle donne, violenza sugli animali,

violenza della carcerazione, violenza del lavoro,

violenza del potere, violenza subita dai migranti,

archetipi e tabù sulla violenza (infanticidio e suicidio).


Le videoinstallazioni suscitano dapprima curiosità e

stupore (per esempio una porta chiusa da cui bisogna

spiare dalla serratura), favorendo un avvicinamento

dello spettatore al tema. Attraverso l’interattività e la

visione dell’interpretazione video-artistica del tema

(spesso simbolica e metaforica), lo spettatore si trova

poi emotivamente coinvolto dall’esperienza e spinto a

riflettere sull’argomento.



supervisione videoinstallazioni Carlo Concina

performance Davide Garbolino e Deborah Morese

musiche Diego Capelli e Francesco Pederzani

a cura di Cristina Maurelli

coordinamento Giorgia Mosca

una produzione Liberi Svincoli

Le videoinstallazioni:


LANTERNA (2004-2005)


Lanterna marina, monitor lcd. Dimensioni: cm 20x20x40. Durata: 1 min. (a ciclo continuo), 1 lettore dvd, sonoro.


Lo stalking costringe le vittime in spazi mentali angusti, dove la realtà si deforma, tutto diventa controllo e la paura un pensiero persecutorio ossessivo.





CLARA (2004-2011)


Televisore a tubo, silicone, manichino in legno, lampada proiettore cinematografico. Dimensioni: cm 68x48x145. Durata: 3 min. (a ciclo continuo), 1 lettore vhs.


Il modello femminile imposto dalla televisione e dai media. Corpi finti, anime svuotate e un blob al silicone denso e informe che annulla ogni spazio di senso.




CENA PER DUE (2005)


Tavola apparecchiata, due monitor a tubo, due sedie. Dimensioni: cm 170x80x90.  Durata: 3 min. (a ciclo continuo), 2 lettori dvd sincronizzati, sonoro.


Una cena a lume di candela. Un’immagine romantica, calda e rassicurante. Ma la scena cambia di senso inaspettatamente.

Siamo ciò che mangiamo.



IL MURO (2009-2014)


Legno, carta di giornale, silicone, plexiglass, cornice digitale.

Dimensioni: cm 79x54x6. Durata: 10 min. (a ciclo continuo), lettore digitale, sonoro.


“Del lavoro, maledizione del peccato originale, l’uomo ha fatto un nobile scopo.”

In un muro realizzato con le pagine del Financial Times, tutta l’insensatezza e la ripetitività di una vita votata alla fatica.




MEDEA (2012)


contributi: Diego Capelli, Cristina Maurelli, Deborah Morese, Francesco Pederzani.

Pietra, latte, videoproiettore. Dimensioni: cm 50x50x5. Durata: 5 min. lettore digitale, sonoro.


Nel latte elemento primario, simbolo di vita, metafora della madre nutrice, le voci interiori di Medea, archetipo di tutte le madri assassine, combattono una lotta che porta a un tragico epilogo.



TABÙ (2012)


contributi: Diego Capelli, Graziano Capelli, Maresca Gambino, Deborah Morese

Porta, specchi, monitor hd. Dimensioni: cm 100x80x210.

Durata: 2 min. (con sensore di presenza), lettore digitale, sonoro.


Una porta sospesa nel vuoto.

E una serratura dalla quale spiare cosa accade.

La realtà, a volte, rivela verità difficili da accettare.



UOVA (2012-2013)


Uova, legno, silicone, videoproiettore. Dimensioni: cm 51x51x6

Durata:
12 min. (a ciclo continuo), sonoro.


Una riflessione sul potere.
La condizione di "schiavo" è espressa in tutte le lingue,

come una consapevolezza interiore che fatica a manifestarsi.



IN CELLA (2013)


contributi: Diego Capelli, Francesco Pederzani.

Vaso di rose, spioncino cella, effetto video-olografico. Dimensioni: cm 125x125x200. Durata: 1 min. (a ciclo continuo), sonoro.


Una simbolica e suggestiva rappresentazione della vita in carcere e dei suoi effetti sull’anima delle persone in detenzione.





L’ORA DEL Tè (2014)


Servizio da tè, carrello portavivande, effetto video subacqueo. Dimensioni: cm 80x45x80. Durata: 5 min. (a ciclo continuo), sonoro.


Il contrasto tra destini assai diversi: i migranti che arrivano cadaveri verso la Terra Promessa e l’indifferenza di chi si “beve” ogni tragedia. Una riflessione per non lasciare che questo dramma sprofondi verso l’oblio del mare nostrum.